Sono un papà: chiedimi come sto

Oggi, dopo cinque anni dalla scomparsa di mia figlia, Aurora, in occasione della festa del papà, voglio raccontare l’esperienza vissuta dal punto di vista di un papà o per lo meno la mia…

Molto spesso ho sentito proferire queste parole: <<Uomini, papà troppo spesso dati per scontato, troppo spesso “messi da parte” nel dolore, perché non madri; non si può paragonare il dolore di una madre a quello di un padre che non l’ha portato in grembo >>. 

Ecco…vorrei analizzare quest’ultimo punto con voi!

Ho scoperto di diventare padre….una gioia immensa! Progettavo anche io la mia vita con mio figlio: dovevo migliorarmi, equilibrarmi, maturare velocemente per poter essere pronto ad essere un padre di esempio. Sognavo cosa avrei fatto con lui o lei, sognavo una famiglia piena di amore, sì, con difficoltà certo, ma vogliamo dirla tutta? I figli danno forza per fare tutti i sacrifici del mondo, rinunce fatte con un sorriso stampato sulle labbra e il sudore che cade dalla fronte.

Poi ci sono quei momenti dove tutto ti crolla addosso… quei sogni si infrangono alla velocità della luce: c’è chi vive una lotta accanto alla culla del proprio figlio, ci sono quei genitori a cui viene comunicato un aborto spontaneo, il <<non c’è più battito mi dispiace>>, c’è chi perde un figlio per una malattia.


In tutti questi casi la famiglia subisce un lutto così enorme che dovrà lottare anche per tenerla unita e non tutti ci riescono. In tutto questo: una mamma che muore dentro e un padre che spesso nel silenzio cerca di supportare la moglie, chiudendo i propri sentimenti, il proprio dolore in una bolla così da poter dedicarsi con tenacia e forza al sostegno familiare. Da chi ti è vicino senti affetto e spesso frasi che farebbero bene a perdersi lungo la distanza fra la loro lingua e le tue orecchie. <<La mamma è sempre la mamma, il suo dolore è “imparagonabile” al tuo, lei lo ha cresciuto, lo ha sentito dentro, lo ha partorito!>>. Si ma io dove sono in tutto questo? Io ho contribuito nel concepimento, i miei sogni di futuro padre, di cosa avrei fatto con lui o lei li avevo creati anche io nella mia mente e nel mio cuore.


Noi papà ricopriamo un ruolo importante, non siamo solo semplici spettatori perché non abbiamo avuto in grembo nostro figlio. Noi papà, troppo spesso, soffriamo in silenzio, perché non possiamo permetterci di far vedere che siamo crollati! Anche noi papà viviamo il lutto e il dolore, anche noi papà rischiamo di spegnere, se non elaboriamo il lutto e il dolore, tutti i nostri sorrisi, le nostre emozioni e i nostri sentimenti in quella bolla per sempre!
Io, Andrea, ho preso in braccio per la prima volta mia figlia Aurora appena morta e stubata, sentendo il suo calore affievolirsi, sentendo il suo profumo per la prima volta, guardandola da vicino per la prima volta, baciandola per la prima volta, vestendola giorni dopo, fredda da frigo per metterla poi nella sua bara bianca che l’avrebbe accompagnata per tutta la sua vita!


Anche io c’ero, ANCHE IO HO VISSUTO UN LUTTO, CHIEDIMI COME STO!


Oggi faccio un augurio immenso a tutti quei papà che ogni giorno lottano per uno stipendio, per risolvere i problemi, che donano amore ai propri figli e alle proprie mogli, a tutti quei papà fra cielo e terra come me che sono riusciti a tener uniti la famiglia e a chi non ci è riuscito dovendo vivere anche il “fallimento”.
Auguri PAPA’, noi sempre e poi sempre lotteremo per il bene dei nostri figli e delle nostre donne perché siamo UOMINI e siamo PADRI!

Andrea Citro,

Presidente dell’associazione Il Giardino di Aurora